13 Luglio 2026

Quando tutto cambia, anche per chi resta a casa

Intervista alla dott.ssa Laura Pini, psicologa del team Psicosociale dedicata ai siblings

Quando una diagnosi arriva in una famiglia, cambia la vita di tutti: non solo del bambino o del ragazzo malato, ma anche dei suoi fratelli e delle sue sorelle. Sono loro i protagonisti silenziosi di questa storia: i siblings, che vivono la malattia da una posizione spesso poco conosciuta, ma tutt’altro che semplice.

La dott.ssa Laura Pini, psicologa del team Psicosociale della Fondazione Maria Letizia Verga, si occupa proprio di loro. Il suo lavoro è un pezzo fondamentale di un mosaico più ampio: quello del supporto a 360° che la Fondazione, grazie anche al 5×1000, riesce a garantire all’intero nucleo familiare.

Un progetto nato nel 2019 e mai fermo

Il progetto dedicato ai fratelli e alle sorelle dei piccoli pazienti si è strutturato nel 2019 e non si è mai interrotto, nemmeno durante la pandemia. “In quel periodo così difficile,” racconta Laura, “gli incontri con i siblings sono diventati spesso un’occasione preziosa per le famiglie di ritrovarsi e riavvicinarsi, in un momento in cui tutto sembrava allontanarci.”

Al termine della pandemia, infatti, è stata subito riconosciuta l’importanza di garantire continuità nelle relazioni tra fratelli anche durante i ricoveri. Per questo motivo, la domenica è divenuto il giorno in cui i fratelli si possono incontrare al Centro Maria Letizia Verga.

La ricerca scientifica conferma sempre più chiaramente quanto i fratelli dei pazienti oncologici abbiano bisogno di interventi mirati e sensibili ai loro bisogni al fine di garantire un supporto e un monitoraggio volto ad individuare per tempo possibili indicatori di disadattamento.

Accogliere fin dal primo giorno

Il percorso che Laura propone alle famiglie può cominciare fin dal momento più delicato: quello della comunicazione della diagnosi, quando la vita di tutti cambia improvvisamente.

La proposta di un primo incontro avviene tramite le altre psicologhe dell’equipe che accolgono e conoscono le famiglie durante l’esordio della malattia. L’obiettivo è quello di proporre alle famiglie uno spazio dedicato ai siblings, così che, fin da subito, venga data loro la possibilità di avere uno spazio di ascolto delle domande, dialogo, accoglimento dei vissuti e l’occasione di conoscere e vedere il luogo dove il loro fratello o la loro sorella verrà ricoverato: un passaggio semplice, ma fondamentale per dare un volto e uno spazio concreto a qualcosa che altrimenti resterebbe astratto e potenzialmente spaventoso.

Anche i fratelli/sorelle ricevono una comunicazione di diagnosi dedicata, spesso proprio insieme al fratello/sorella malata così da condividere dubbi, paure, speranze, e iniziare insieme il percorso di cura e di guarigione.

Una posizione unica, non sempre facile

“I fratelli hanno un ruolo del tutto particolare,” spiega Laura, “e non sempre è il più semplice da vivere.” Sono chiamati a continuare la propria vita nella quotidianità, tra la scuola, gli amici, lo sport, mentre dentro di loro si costruisce una nuova routine, fatta di pensieri, paure e domande legate alla malattia di chi amano”.

Per questo, la collaborazione con la scuola dei fratelli è un altro pilastro del lavoro di Laura: solo così la presa in carico può davvero dirsi completa.

Quando il fratello è donatore

Ci sono situazioni che richiedono un’attenzione ancora più delicata: quando il fratello o la sorella diventano donatori per il trapianto di midollo osseo l’intreccio emotivo si fa più complesso e il bisogno di accompagnamento psicologico aumenta.

Numeri che raccontano una presenza costante

Solo nel 2025, Laura ha seguito circa 24 siblings: un numero che racconta quanto questo servizio sia diventato, nel tempo, un punto di riferimento stabile per le famiglie del Centro.

Dialoghi che superano la distanza

Uno degli aspetti fondamentali dell’attività di Laura è la collaborazione con le altre psicologhe dell’equipe, necessaria per poter entrare in contatto con le famiglie e rimanere aggiornata sull’andamento clinico dei pazienti.

Tale lavoro di equipe ha offerto anche l’opportunità di fornire interventi congiunti tanto con i genitori quanto tra fratelli.  Ne è l’esempio un lavoro svolto con due sorelle che, insieme, hanno dato vita ad un lavoro di elaborazione condiviso di tutto il percorso di malattia. Oppure fratelli, di cui uno in ricovero, che riescono a restare in contatto attraverso disegni, la costruzione di storie, un lavoro coordinato che permette di creare connessione anche nella distanza fisica, favorendo un canale emotivo e comunicativo condiviso.

Un percorso che non si chiude in ospedale

Il lavoro di Laura non si esaurisce tra le mura del Centro.

Alla conclusione dell’iter terapeutico si prevede un colloquio di restituzione con i genitori, finalizzato a ripercorrere l’evoluzione emotiva e i vissuti emersi nel sibling durante gli incontri. In diversi casi tale momento è stato strutturato insieme alle altre colleghe dell’equipe, così da poter parlare dell’intero nucleo familiare e rimandare il lavoro svolto nella presa in carico di tutta la famiglia.

In tale sede, qualora se ne ravvisi la necessità, si concorda l’attivazione di interventi di supporto presso i servizi territoriali, orientando e accompagnando la famiglia nella scelta delle strutture più idonee alle specifiche esigenze.

Anche nelle fasi di recidiva, sono frequentemente i fratelli stessi a ricontattare Laura, talvolta a distanza di anni, riconoscendo nel Centro un punto di riferimento stabile presso cui attivare un intervento di supporto.

Le radici di un percorso

Prima di diventare psicologa per i siblings, Laura ha iniziato a conoscerci facendo attività di volontariato per la Fondazione Magica Cleme, che da sempre sostiene con i laboratori e le attività il Centro Maria Letizia Verga, e per il progetto “Radio Way”, la prima web radio ospedaliera in Italia che fu ideata e seguita dagli adolescenti del Centro Verga.

Stare, insieme

“La cosa che ho imparato in questi anni,” conclude Laura, “è l’importanza di stare: fermarsi, restare accanto ai fratelli anche nelle emozioni più difficili. Ed il lavoro di equipe è fondamentale: nessuno di noi, da solo, potrebbe fare questo lavoro.”

Il 5×1000 sostiene tutta la famiglia

La storia di Laura e dei siblings che incontra ogni giorno è la dimostrazione concreta di un principio che guida il lavoro del team Psicosociale della Fondazione Maria Letizia Verga: la malattia di un bambino riguarda tutta la famiglia e tutta la famiglia merita di essere accompagnata.

Grazie al 5×1000, la Fondazione può continuare a garantire questo sostegno, ai piccoli, agli adolescenti, ai loro genitori, ai fratelli e alle sorelle che, in silenzio, vivono la malattia al loro fianco.

Dona il tuo 5×1000 alla Fondazione Maria Letizia Verga: il tuo gesto sostiene una famiglia intera!