16 Marzo 2026

“Mamma vorrei conoscere Gerry Scotti!”

Un sogno fuori dal comune, per un bambino davvero speciale.

Aaron oggi ha 13 anni e ha affrontato il percorso di cura con un’energia contagiosa, sorrisi a profusione e una certezza incrollabile: poter sempre contare sull’abbraccio più potente di tutti, quello di mamma e papà…. “di mamma in particolare”, aggiunge lui con un sorriso!

La diagnosi arriva pochi giorni dopo la fine della quinta elementare. Una stanchezza un po’ troppo prolungata aveva preoccupato i genitori, anche se mai avrebbero immaginato che, dopo un semplice prelievo del sangue, sarebbero approdati al Centro Maria Letizia Verga.

È un messaggio al telefono a far crollare mamma Paola.

La mamma di una compagna di classe di Aaron è un’infermiera del Centro Maria Letizia Verga e, dopo aver mostrato gli esami ai medici, le manda immediatamente l’indirizzo dell’ospedale dove recarsi per nuovi accertamenti: “In quell’indirizzo comparivano le parole – studio e cura della leucemia del bambino – non poteva essere mononucleosi…ed infatti il giorno seguente è arrivata la conferma che mai avremmo voluto avere” – così racconta mamma Paola.

La dott.ssa Laura Bettini, comunica la diagnosi a mamma e papà, mentre il dott. Marco Spinelli, pediatra del Centro, parla con Aaron. “È stato bravissimo – racconta Paola – tanto che la delusione più grande di Aaron è stato scoprire che non avrebbe potuto partire per il camp estivo con i suoi amici. In questa comunicazione è stata coinvolta fin dall’inizio anche la sorellina”.

Da quel giorno inizia un percorso lungo 12 mesi, fino al tanto atteso raggiungimento del mantenimento, nel giugno 2025. Un anno fatto di ricoveri, terapie, routine e nuove sfide quotidiane, ma vissute in un luogo speciale: “Al Centro ci siamo sempre sentiti a casa – continua mamma Paola – Non siamo mai stati dei casi da curare, ma persone da accogliere. E poi i bambini non si sentono diversi: sono in cura, sì, ma rimangono bambini, con il loro desiderio di continuare a sognare, nonostante tutto”.

Il sogno di Aaron

Fin da quando ha 5 anni sa che da grande farà l’inventore di giochi. E come ogni inventore di giochi che si rispetti, il mito di Aaron è Gerry Scotti, che lui guarda in tv insieme a mamma e papà.

Durante l’anno di cura, la Fondazione Maria Letizia Verga è riuscita a far recapitare un videomessaggio proprio dal suo idolo. Che emozione!

Ma Aaron spera un giorno di incontrare Gerry Scotti, magari in una delle sue trasmissioni, per regalargli uno dei suoi abbracci speciali. Abbracci che riserva solo a pochissime persone: mamma, papà, la sorellina e “la Manu” – la dott.ssa Emanuela Schivalocchi, la sua psicologa al Centro.

Gli abbracci che raccontano tutto

“Quando Aaron è super felice corre ad abbracciarci”: confida mamma Paola.  Come quando, durante i ricoveri, lei arrivava al Centro e Aaron le correva incontro per stringerla fortissimo.

Per Aaron e la sua mamma gli abbracci sono un universo: racchiudono forza, fragilità, emozioni profonde, amore puro.

Siamo felici che per questa Pasqua Aaron e Paola abbiano scelto di regalarci proprio uno dei loro abbracci: “È il nostro modo per dire grazie e per continuare ad essere vicini a chi ci ha aiutati in modo così speciale. Per dire a tutti quanto sia fondamentale il contributo di ciascuno per permettere al Centro di fare tutto quello che fa per i nostri bambini e per noi genitori. Grazie a questo luogo Aaron ha continuato a credere che i sogni si possono realizzare. E noi non possiamo dimenticarlo.”