10 Aprile 2026

Un grande riconoscimento per Martina Capelletti, ricercatrice Tettamanti

Nell’ultima edizione di “Under 40 in Hematology”, il contest annuale dedicato ai giovani ricercatori impegnati in ambito ematologico, il premio per il Best Poster è stato assegnato a Martina Capelletti, Junior Post Doc della Fondazione Tettamanti. Un riconoscimento importante che ci riempie di orgoglio e che Martina ci racconta così: “È un risultato che premia la qualità del lavoro svolto da me e dal mio team“.”

Si tratta di uno dei primi riconoscimenti ottenuti in ambito scientifico dal progetto che vede impegnata Martina, focalizzato sulla leucemia linfoblastica acuta di tipo B con riarrangiamento KMT2A. Martina lo descrive come un ‘incidente genetico’: un frammento di DNA si rompe e si sposta nel posto sbagliato, creando un comando impazzito che ordina alle cellule di moltiplicarsi senza controllo. Questa alterazione rende la malattia particolarmente aggressiva e difficile da trattare, specialmente nei bambini tra 0 e 2 anni. Il lavoro di Martina mira proprio a disinnescare questo comando errato per sviluppare cure più efficaci e mirate.

Dopo il Dottorato in Università Milano-Bicocca, tre anni fa Martina è entrata in Fondazione Tettamanti, nel gruppo di ricerca guidato dalla giovane Principal Investigator Angela Savino. Nella sua unità di ricerca si studia il metabolismo delle cellule leucemiche, in particolare nelle leucemie acute: “Cerchiamo di capire come i diversi nutrienti influenzino lo sviluppo della leucemia” – ci racconta Martina. All’interno di questo filone, lei ha scelto di approfondire una nicchia molto specifica, già al centro del suo dottorato: “La mia attenzione è rivolta a comprendere il ruolo del metabolismo nella leucemia linfoblastica acuta e, in particolare, di una forma di morte cellulare indotta dal ferro, un meccanismo ancora poco esplorato nello sviluppo della malattia”.

L’obiettivo anche per Martina è quello di arrivare ad integrare le terapie già esistenti con nuovi approcci metabolici, per offrire ai bambini più possibilità di cura e migliori prospettive di vita.

“Vincere il premio è stato un piccolo ma grande riconoscimento per tutta la nostra squadra – continua Martina – Siamo un gruppo giovane che ci crede molto e che investe tanto tempo in laboratorio. Questo riconoscimento significa che forse siamo sulla strada giusta!”

E il fare ricerca sapendo di essere vicina alle famiglie è il valore più grande: “La cosa più bella che ho trovato al Centro Maria Letizia Verga e in Fondazione Tettamanti è la collaborazione a 360 gradi tra ricercatori, medici e famiglie.” È quell’alleanza terapeutica che racconta un legame profondo tra chi cura, chi fa ricerca, chi accompagna e chi sostiene.

Le parole di Martina ce lo ricordano: “Ogni giorno, quando entro al Centro, ho un colpo al cuore. Ma è proprio questo che dà senso a quello che faccio. È la differenza tra fare ricerca altrove e farla qui e sono grata per questa opportunità”.

E noi con la stessa emozione diciamo grazie a Martina.