29 Aprile 2026

1000 TRAPIANTI DI MIDOLLO OSSEO EFFETTUATI A MONZA

A 41 anni dal primo trapianto si celebra un’alleanza di cura e ricerca tra famiglie, medici e ricercatori.

La Fondazione Maria Letizia Verga ha festeggiato ieri sera, nel giardino del residence “Cascina Valera” dove accoglie le famiglie dei bambini in cura, i “primi” 1000 trapianti di midollo osseo eseguiti a Monza.

Un traguardo costruito in 41 anni di cura, ricerca e solidarietà, che si inserisce in un quadro nazionale di quasi 10.000 trapianti allogenici – cioè da un donatore – effettuati ad oggi in ambito pediatrico.

Presso la Pediatria di Monza, i pazienti, con età media di 9 anni, sono stati trapiantati per patologie emato-oncologiche nell’80% dei casi e per malattie non oncologiche nel restante 20% dei casi, ossia congenite, in particolare emoglobinopatie, malattie congenite del metabolismo, o acquisite, quali l’insufficienza midollare.

Il donatore è appartenuto ai registri internazionali dei donatori volontari nel 60% dei casi ed è stato un membro della famiglia nel restante 40%, nella maggioranza dei casi si è trattato di un fratello o di una sorella.

All’80% dei riceventi sono state infuse cellule staminali di origine midollare e al 20% cellule staminali del sangue periferico.

«Questo traguardo appartiene a tutte le persone che in questi lunghi anni hanno saputo investire professionalità e dedizione, a partire dai nostri maestri che hanno creduto nel valore dell’alleanza terapeutica per patologie così complesse come le leucemie e i linfomi. A tutti noi che abbiamo vissuto e accompagnato i percorsi di queste 1000 famiglie, rimangono impresse nel cuore le storie di ciascuna di esse – racconta la professoressa Adriana Balduzzi, direttore della clinica pediatrica IRCCS San Gerardo dei Tintori e Consigliere Fondazione Maria Letizia Verga – come quella di un papà che ci ha raccontato come la figlia più timida e chiusa, dopo aver scoperto la compatibilità con la sorella malata e la possibilità di donarle il midollo, ha iniziato ogni mattina a svegliarsi cantando. E poi quella di una bimba di 8 anni che ci ha portato il suo disegno dicendo – da oggi mia sorella avrà due compleanni grazie a me. Ci sono famiglie che hanno affrontato questo percorso più volte, con più figli trapiantati per una patologia genetica. E poi ci sono i nomi e i volti di chi non ce l’ha fatta ma che ci portiamo dentro. Ogni storia non si dimentica e dà senso, ogni giorno, al nostro esserci come professionisti, al fianco di una comunità di famiglie, di volontari e sostenitori dalla straordinaria forza umana”.

Alcuni di questi 1000 bambini e ragazzi, oggi adulti, continuano ad essere parte della Fondazione Maria Letizia Verga, impegnati nell’amministrazione, come professionisti del programma di Sport Therapy e come volontari.

Una serata per ricordare il valore di una squadra che opera insieme e che ha visto la presenza di una comunità in festa, fatta di famiglie, medici, infermieri, operatori, ricercatori, collaboratori, volontari e rappresentanti delle istituzioni.

Insieme a Giovanni e a Mariapaola Verga, presidente e vicepresidente della Fondazione Maria Letizia Verga, hanno testimoniato il valore di questa lunga storia di bene costruita insieme, Giuseppe Masera, Cornelio Uderzo e Attilio Rovelli. Con loro, Luigi Roth e Andrea Biondi, rispettivamente presidente e direttore scientifico di Fondazione Tettamanti; Claudio Cogliati e Michele Brait, presidente e direttore generale di Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori e Aida Andreassi, direttore sanitario.

Durante la serata sono intervenuti anche i professionisti dell’équipe multidisciplinare, che opera in modo integrato con il Centro Trapianti di Midollo Osseo, oggi diretto dalla dott.ssa Sonia Bonanomi.

“Siamo in tanti, dentro una lunga storia che ci precede: contiamo gli anni in bimbi guariti e, con questa serata, anche in bimbi trapiantati – questo il messaggio di Mariapaola Verga, vicepresidente della Fondazione, che chiude gli interventi della serata – Perché sappiamo che i bambini devono essere al centro dell’impegno di tutti noi, ciascuno con il proprio compito“.